Orizzonti in evoluzione per Horizon 2020

Orizzonti in evoluzione per Horizon 2020

Scritto da Marco Falzetti. Inserito in internazionale . Visite: 1111

Il programma europeo per la ricerca è al giro di boa, ma già si pensa a FP9

Nella fase di formalizzazione dei vari Programmi Quadro ci sono sempre stati momenti topici che hanno segnato di volta in volta l’avvicendarsi di fasi ed esercizi che hanno permesso l’evoluzione da un programma all’altro, procedendo alla valutazione dell’efficacia del programma in corso, alla proiezione al futuro degli scenari tecnico- scientifici, e ad una revisione delle motivazioni e delle necessità politiche.

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Marco Falzetti
APRE - Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea
Direttore
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Questo momento si sta presentando anche per Horizon 2020 (H2020); con i bandi 2017 ci accingiamo al giro di boa del programma, entrando nella sua fase finale: parte tutt’altro che marginale sia per l’estensione del suo periodo di tempo (2018-2020), che per l’importanza del budget che sarà messo a bando durante gli ultimi tre anni del Programma. Una fase resa particolarmente interessante anche per la valutazione di metà programma e per l’avvio della discussione sul nuovo programma quadro, che indichiamo provvisoriamente con il nome di FP9, 9° Framework Programme. Non trascurabile infine il contesto generale nel quale l’Europa si sta muovendo, che per tanti versi risulta estremamente complesso ed incerto nella sua dimensione politica, sociale, di evoluzione internazionale giungendo a delineare uno scenario tutt’altro che semplice da gestire e che, per la sua pervasività, avrà certamente effetti sui tre anni finali di H2020 e ancora più, nel prossimo FP9.

L’esercizio di Interim Evaluation di H2020

Come previsto da una decisione legislativa sull’iter di H2020, la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica, che chiuderà il prossimo 15 gennaio, tesa a raccogliere commenti a livello dei diversi stakeholder, che saranno poi elaborati e concorreranno a completare il quadro delle attività indicate nel rapporto di Valutazione Intermedia, con il quale si tenterà di dare una prima lettura dei risultati conseguiti finora in vista di affrontare la seconda parte del programma, con l’idea di svolgere essenzialmente due azioni: valutare l’andamento del programma, evidenziando anche eventuali correttivi da mettere in essere per migliorare eventuali processi critici nella parte finale di H2020, e contribuire ad individuare una serie di elementi che diventeranno parte integrante del ragionamento verso la preparazione di FP9.

A tal fine, è prevista la costituzione di un High Level Group formato da 12 membri di particolare rilievo con il compito di elaborare le conclusioni delle attività della Valutazione Intermedia entro il primo semestre del 2017. I tempi serrati implicano il fatto che non si procederà a raccogliere dati ad hoc, ma si andrà ad analizzare una grande massa di informazioni già disponibile da tutta una serie di studi già effettuati dai vari servizi della Commissione su H2020.

Da un punto di vista strettamente oggettivo, è difficile immaginare che a seguito del risultato della valutazione si arrivino a mettere in pratica correttivi di grande portata, anche alla luce del fatto che gli ultimi programmi di lavoro (2018-20) per le diverse aree di H2020, sono già in avanzato stato di preparazione e saranno ufficialmente chiusi proprio a ridosso del periodo nel quale è prevista la chiusura dei lavori della Valutazione Intermedia. Inoltre, un altro vincolo all’effettivo impatto che la valutazione può rappresentare sono i margini di azione che la Commissione ha per intervenire su eventuali aspetti strutturali di H2020, senza incappare nella necessità di riaprire un processo legislativo su H2020 che coinvolgerebbe Consiglio e Parlamento e che allo stato attuale nessuno vuole evocare.

L’avvio della discussione su FP9

Il prossimo FP9 dovrebbe essere un programma in linea con quanto a Bruxelles viene sinteticamente indicato come Multiannual Financial Framework (MFF), ovvero la programmazione dell’allocazione del budget comunitario su un arco di tempo abbastanza lungo (attualmente fissato a sette anni), attraverso il quale l’Unione delinea la sua strategia di spesa sui vari temi di cui è oggetto l’operatività e l’iniziativa dell’Unione Europea. Il prossimo FP9 dovrebbe quindi estendersi nel periodo 2021-2027.

L'ADEGUATEZZA DI FP9 SI MISURERÀ ANCHE SULLA CAPACITÀ DI DIMOSTRARSI VINCENTE SU UN LUNGO ARCO DI TEMPO CHE IMMAGINIAMO MOLTO DINAMICO E POTENZIALMENTE INSTABILE

Uno dei primi dibattiti pubblici di una certa rilevanza sulla questione FP9 può essere simbolicamente datato a ottobre scorso quando, durante la Conferenza Science|Business 2016 di Horizon 2020, l’attuale Direttore Generale della Direzione Generale Ricerca della Commissione europea, Robert-Jan Smits e l’europarlamentare Christian Ehler hanno contributo, insieme ad altri, ad accendere la discussione. Al di là dei contenuti, ancora piuttosto vaghi, emerge un primo dato essenziale, ovvero la stringente tempistica con la quale la Commissione intende arrivare alla prima proposta per FP9 al Parlamento e Consiglio. Tale accelerazione è certamente giustificata anche dal fatto di tentare di completare l’iter di adozione del futuro programma quadro prima della fine della presente legislatura. In estrema sintesi la tabella di marcia è riconducibile alle tappe e tempistiche indicate nel riquadro.

Se il passaggio dai precedenti programmi quadro ad H2020 aveva segnato sulla carta un notevole ed ambizioso cambiamento paradigmatico verso il concetto di un “programma di programmi”, ambizione che per molti versi non è stata ancora pienamente realizzata da H2020, il passaggio ad FP9 dovrà essere altrettanto ambizioso, su questa ma anche su altre linee. Probabilmente, un elemento di successo sarà connesso alla sua capacità di dimostrare di possedere una struttura, sia nell’impianto che nell’ operatività, flessibile e per certi versi riconfigurabile in corso d’opera. La modernità del prossimo programma e la sua adeguatezza sarà misurata proprio da questo, ovvero la consapevolezza di dovere essere uno strumento fortemente strutturato ma al tempo stesso capace di dimostrarsi vincente in un lungo arco di tempo che possiamo immaginare, molto dinamico, potenzialmente instabile e non lineare; quindi poco adatto a soluzioni forti e chiuse.

Verso FP9: le tappe principali

  • Esercizio ‘Bohemia’ di meta-foresight
    (sintesi dei principali foresight disponibili)
    • Rapporto: entro fine 2016
    • Consultazione degli stakeholders: primavera 2017
  • Horizon 2020 Interim Evaluation (panel di 12 esperti)
    • Pre-consultazione pubblica: ottobre 2016-gennaio 2017 (in corso)
    • Inizio lavori: entro fine 2016
    • Rapporto: entro la primavera 2017
    • Conferenza pubblica: entro l’estate 2017
  • FP9 Ex-ante Impact Assessment
    • Pre-consultazione pubblica: primavera 2017
    • Rapporto: entro fine 2017
  • FP9 Iter legislativo
    • Proposta formale della Commissione: I semestre 2018

da: FP9 – Apriamo il Dibattito, A. Damiani, APREmagazine n°2, 2016

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Hanno collaborato a questo numero: Paolo Bolletta, Pierpaolo Campostrini, Alessandra Cinini, Umberto Ciotola, Antonella Cossu, Sebastiana Cuccurullo, Sara Di Giorgio, Marco Ferrazzoli, Matteo Fici, Mattia Giardini, Mara Gualandi, Fernando Liello, Roberta Lizio, Barbara Magistrelli, Maria Laura Mantovani, Maurizio Messina, Nicola Mitolo, Laura Moretti, Andrea Salvati, Sandro Tumini, Davide Vaghetti, Enzo Valente, Massimo Valiante, Gloria Vuagnin, Federico Zambelli, Lucia Zonca


 

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