Rete e servizi, ma prima la rete

Scritto da Carlo Volpe. Inserito in osservatorio della rete . Visite: 2034

Rete e servizi, ma prima la rete

Lepida è stata tra le prime reti regionali e il suo approccio visionario ha cambiato l’Emilia-Romagna innovando a partire dalla Pubblica Amministrazione

A distanza di alcuni anni torniamo a parlare in queste pagine di Lepida, la rete regionale dell’Emilia-Romagna, una delle reti regionali che ha fatto scuola per la sua capacità di anticipare i tempi e di offrire soluzioni innovative in termini di connettività e servizi per la pubblica amministrazione ma non solo.

La capillarità della sua estensione permette di connettere anche altre realtà locali quali aziende sanitarie, ospedali, scuole, biblioteche ed altri enti pubblici. Inoltre, una attenta analisi dei bisogni del territorio consente di intervenire come fattore abilitante alla diffusione della banda larga per ridurre il digital divide in alcune aree periferiche operando in accordo con gli operatori di telecomunicazione e supportando in questo modo le imprese ad essere competitive e innovative. L’idea di interconnettere fra di loro in fibra ottica tutte le pubbliche amministrazionidell’Emilia-Romagna nasce nel 2002 e oggi quella di Lepida è una community network che conta 424 soci, una delle società in house più grandi d’Italia ed un’infrastruttura complessiva di 2.700 km. Un modello virtuoso di armonizzazione di reti a volte già esistenti per realizzare una rete omogenea e unitaria con indubbi vantaggi per le amministrazioni e i cittadini.

Per saperne di più abbiamo intervistato Gianluca Mazzini, direttore generale di LepidaSpA.

Gianluca Mazzini Gianluca Mazzini
Lepida S.p.A.
Direttore Generale
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Prof. Mazzini, l’Emilia-Romagna con la rete Lepida ha anticipato molte altre regioni. Quali sono i punti di forza del vostro modello e in che modo potrebbero essere replicati in altre situazioni?

Il principale vantaggio oggi è quello di possedere una rete di proprietà che possiamo ampliare a piacimento. I benefici sono sia tecnologici che economici, perché non abbiamo costi ricorrenti se non quelli della manutenzione ordinaria. Il modello è senz’altro replicabile, ma occorre un’ottima sinergia con gli operatori di telecomunicazione per essere visti complessivamente come abilitatori e non come concorrenti.

Occorre un'ottima sinergia con gli operatori di telecomunicazione per essere visti come abilitatori e non come concorrenti

Diventando operatori pubblici il rischio è quello di fare concorrenza e di creare distorsioni nel mercato. Fondamentale per noi è stata la chiarezza introdotta nella Carta dei Servizi. LepidaSpA non offre connettività direttamente ai cittadini nelle proprie abitazioni né alle aziende nelle proprie sedi mentre una ricaduta fondamentale sul territorio è la possibilità di fornire connettività agli operatori nelle aree a fallimento di mercato. In questo modo la pubblica amministrazione funge da traino e rende possibile portare connettività in quelle zone che altrimenti resterebbero isolate. Ad oggi sono circa 140 le aree, precedentemente considerate a fallimento di mercato, in cui gli operatori riescono ad offrire connettività ai cittadini.

Quali sono state le principali evoluzioni della rete Lepida negli ultimi anni?

Le dorsali sono passate a 10 Gbps ed ora stanno migrando a 100 Gbps. Per quanto riguarda le capacità di accesso siamo passati da 100 Mbps a 1 Gbps ed ora abbiamo raggiunto i 2 Gbps per ogni punto. I nodi della rete, comprendendo sia la dorsale geografica che la rete metropolitana, sono arrivati a oltre 2500. Per la gestione di tutta la rete ci stiamo avvalendo di vari attuatori della gestione, ovvero soggetti terzi che concretizzano materialmente le scelte, le politiche e le azioni decise da LepidaSpA. La rete è utilizzata per la pubblica amministrazione, ma anche come fattore di abilitazione per portare la banda larga là dove esiste un forte digital divide.

Come fate per raggiungere una elevata capillarità sul territorio?

Utilizzando operatori locali e nazionali, con un mix analizzato volta per volta, cercando di costruire le condizioni di abilitazione territoriale che rendano attrattivi gli investimenti nell’ultimo miglio. Dall’osservazione dei bisogni sul territorio si nota come il problema di digital divide si stia spostando e spesso riguardi zone diverse dalle grandi città, ovvero anche comuni medio- piccoli che non risultano economicamente vantaggiosi per gli operatori.

Con il GARR c'è un continuo confronto sulle soluzioni tecnologiche. E' una sinergia preziosa

Recentemente è risultato vincente l’accesso FTTH da parte di operatori di piccole dimensioni consentito dalla modifica dei costi dell’Allegato 10 alla 259/2003 e dalla disponibilità di una frequenza licenziata WLL a 25 GHz che permette di portare connettività in aree non raggiunte da fibra ottica, garantendo caratteristiche analoghe in termini di banda e di elevata affidabilità. Questa frequenza è a disposizione non solo della PA, ma anche degli operatori di telecomunicazione che ne fanno richiesta a LepidaSpA.

Spesso nel pensare le infrastrutture digitali si cade nel paradosso dell’uovo e della gallina, tra servizi digitali e reti per la connettività. Per Lepida quale è stata la filosofia che ha dato il via ai lavori?

Sicuramente prima la rete e poi i servizi. La rete è stata progettata per andare oltre, perché il traffico aumenta con grande continuità. Fin dall’inizio la rete è stata concepita in maniera visionaria, facendo investimenti oculati per adeguarsi alle esigenze future, anche impensate per i tempi. Secondo noi, i servizi non devono mai risentire, sia nella progettazione che nella distribuzione, delle prestazioni della rete.

Come è nata la collaborazione con GARR? Qual è il valore aggiunto di una sinergia con la rete della ricerca?

La sinergia con il GARR è sempre stata preziosa per un continuo confronto sulle soluzioni tecnologiche. I primi collegamenti in fibra ottica risalgono al 2004 e hanno visto protagonista l’osservatorio radioastronomico INAF di Medicina (BO) che necessitava già allora di elevata capacità di banda per i suoi esperimenti mondiali di VLBI, la tecnica per ottenere mappature del cielo ad altissima risoluzione correlando le osservazioni di radiotelescopi in giro per il mondo.

Oltre 400 scuole connesse in fibra ottica. La banda ultralarga è imprescindibile per innovare la didattica

Successivamente, un investimento importante è stato quello per realizzare la MAN di Bologna che ha coinvolto, oltre alla Regione, il Comune e la Provincia di Bologna, l’Università di Bologna e il GARR in rappresentanza degli enti di ricerca. Oggi abbiamo in corso collaborazioni che riguardano la possibilità di condividere delle infrastrutture per ottimizzare (sia tecnicamente che economicamente) l’accesso degli enti della comunità GARR presenti sul territorio. Un primo esempio è l’attivazione, su rete Lepida, di un doppio collegamento a 10 Gbps tra i Pop GARR di Ferrara e Bologna.

Una parte rilevante di questa collaborazione riguarda anche il collegamento delle scuole...

Nel 2012, abbiamo iniziato a collegare direttamente in fibra ottica anche le scuole. Sono oltre 400 le scuole che riescono a sfruttare connessioni fino a 1 Gbps. La banda ultralarga è un elemento imprescindibile per innovare la didattica ed in questo è fondamentale la collaborazione con la rete GARR per consentire l’elevata connettività verso l’esterno. Questa sinergia è un mix vincente che ci permette di lavorare assieme nel rispetto dell’autonomia nella gestione delle proprie reti.

Un tema particolarmente attuale è quello delle identità digitali. Può parlarci dell’esperienza di Federa e delle prospettive di integrazione con la Federazione IDEM e con il nuovo SPID?

Federa è un’infrastruttura di autenticazione e autorizzazione che è operativa dal 2010 e può contare su oltre 400 enti e circa 600mila utenti federati. Nel futuro prossimo, con l’introduzione di SPID, Federa dovrà integrarsi con il nuovo sistema e stiamo già procedendo come service provider, integrando tutti i servizi esistenti già federati, per poi proseguire con gli Identity provider per consentire il mantenimento delle credenziali esistenti, sebbene questo passaggio sia normativamente più complesso. Lo stesso tipo di integrazione prevediamo sia possibile con la Federazione IDEM gestita dal GARR.

Per il futuro quali sono i vostri principali progetti?

Le sfide per il futuro sono quelle di realizzare una sempre maggiore integrazione tra rete e servizi di datacenter, che stiamo sviluppando, per passare da macchine fisiche a virtuali, avviandoci sempre più verso soluzioni che sfruttino le potenzialità del cloud.

Rete Lepida

L'infrastruttura di Lepida, Rete delle Pubbliche Amministrazioni dell’Emilia-Romagna, si estende per una lunghezza complessiva di 2.700 km. In totale sono 820 punti di accesso.

www.lepida.it

 

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Hanno collaborato a questo numero: Claudio Barchesi, Maria Ludovica Bitonti, Giovanni Cesaroni, Marco Ferrazzoli, Mara Gualandi, Alesandro Inzerilli, Silvia Mattoni, Alessandra Migliozzi, Roberto Nassisi, Elisabetta Pasta, Angela Re, Massimo Romano, Francesca Scianitti, Massimo Valiante, Gloria Vuagnin


 

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