Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso. Per maggiori informazioni sull uso dei cookies e su come eliminarli leggi l'informativa estesa

Informativa sulla privacy

In rete il pianeta si vede e prevede
In rete il pianeta si vede e prevede

In rete il pianeta si vede e prevede

| Maddalena Vario | caffè scientifico
Articolo letto 3304 volte

Tsunami e terremoti, mare e medicina: alla scoperta del territorio con i super laboratori virtuali

La scienza si declina oggi in informazioni e dati. Ed è proprio lo scambio, la condivisione e la conseguente elaborazione dei dati che genera valore aggiunto e si pone alla base di ogni progresso scientifico.

Questo avviene se un ricercatore di un ente di ricerca può avere accesso a dati, soprattutto grezzi, non an- cora pubblicati e quindi difficilmente reperibili, che sono patrimonio di altri enti di ricerca, laboratori, osservatori e qualsiasi altra fonte di dati. Per far questo occorrono degli ambienti comuni, che permettano a comunità virtuali e multidisciplinari di ricercatori di condividere, collaborare e partire dalla conoscenza per creare altra conoscenza. Stiamo parlando delle infrastrutture di ricerca che hanno l’obiettivo di promuovere la cooperazione su scala europea e offrire alle comunità scienti che un accesso rapido ed efficiente a dati, metodi e tecnologie avanzate, senza le barriere imposte in passato. Ma stiamo parlando anche di storage, di open access, di accesso ai dati sicuro e autorizzato, di tecnologie non proprietarie, che permettono l’accesso alle informazioni con garanzia di sicurezza e continuità temporale.

Tutto questo non è possibile senza delle infrastrutture sottostanti interoperabili e affidabili, in grado di garantire elevata connettività come la rete europea della ricerca GÉANT e le reti nazionali come GARR in Italia. Ne abbiamo parlato con Massimo Cocco, coordinatore dell’infrastruttura europea EPOS, la nuova piattaforma tecnologica per lo studio di terremoti, vulcani, maremoti e con Marco Borra, Liaison Officer italiano dell’infrastruttura europea EMBRC, il super laboratorio distribuito per la biologia marina.

Mappa ESFRILe infrastrutture di ricerca e il Forum ESFRI

Le infrastrutture di ricerca sono definite come strutture, risorse o servizi che sono utilizzati da ricercatori o aziende per effettuare ricerche scientifiche o accrescere le conoscenze e il grado di innovazione nel proprio settore. Possono essere rappresentate da grandi attrezzature scientifiche, archivi di dati, strutture elettroniche o di qualsiasi altra natura localizzate, distribuite, oppure virtuali, che costituiscono un’eccellenza per il settore della ricerca e dell’innovazione. Per potenziare queste infrastrutture o svilupparne di nuove, il Programma quadro per la ricerca e l’innovazione europea Horizon 2020, mette a disposizione circa 295 milioni di euro per l’anno 2016 e circa 310 milioni per il 2017.

A definire la politica europea per le infrastrutture di ricerca è il Forum Strategico Europeo per le Infrastrutture di Ricerca (ESFRI), l’organismo istituito nel 2002 su mandato del Consiglio europeo per la Competitività, a cui spetta il compito di definire la roadmap ESFRI, lo strumento di riferimento che identifica le infrastrutture di ricerca strategiche per le diverse aree scientifiche.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
  • www.scuole.garr.it
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

GARR NEWS N° 13 - Dicembre 2015


Archivio GARR NEWS